Le questioni irrisolte delle aziende per uno smart working sicuro

smart working sicuro
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La maggior parte delle aziende è stata costretta nell’ultimo anno ad implementare lo smart working per rimanere in attività: ma è davvero sicuro?

La rapida adozione di questo nuovo format di lavoro da parte di aziende, dipendenti e clienti ha permesso di affrontare in modo più efficace la crisi. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare per rendere il lavoro da remoto un’opzione valida e percorribile per tutte le organizzazioni, anche a livello di sicurezza.

Ecco alcuni dei rischi che continuano a minacciare le aziende, così come i nuovi pericoli e le minacce sorti a causa della diffusione di queste pratiche lavorative.

Punti chiave per uno smart working sicuro

Archiviazione sicura su cloud

Una delle priorità per tutte le aziende quando si adotta il lavoro da remoto, è quella di fornire ai dipendenti accesso ai file e alle risorse aziendali. Le aziende che già utilizzavano soluzioni cloud hanno avuto un vantaggio immediato, dato che i dipendenti avevano solo bisogno di un computer e di password per accedere ai server.

Tuttavia, le soluzioni di archiviazione offerte dai cloud pubblici potrebbero non essere adatte a tutte le aziende. I protocolli di sicurezza sono spesso preimpostati, la capacità di archiviazione è limitata e la protezione dai disastri è debole. Disporre di un proprio servizio di archiviazione attraverso un NAS protetto evita questi rischi.

Permette di stabilire criteri di sicurezza adeguati ai diversi pacchetti di dati immagazzinati dall’azienda, controllare l’accesso in modo personale, espandere facilmente la capacità e creare automaticamente dei backup esterni.

I backup, la chiave per proteggere le aziende

La consapevolezza dell’importanza di creare dei backup sta crescendo, ma sono ancora troppe le aziende e i professionisti che ne ignorano l’importanza. Non è sufficiente proteggere i file in modo puntuale durante l’anno con copie trimestrali o annuali. Proteggere i server su base costante eviterà problemi in caso di eventi imprevisti come attacchi informatici o incidenti tecnici.

La raccomandazione è quella di automatizzare backup per mantenerli sempre aggiornati e, allo stesso tempo, risparmiare tempo di gestione per gli amministratori IT.

Accesso sicuro ai file aziendali

Avere a disposizione i documenti e i dati aziendali è essenziale per mantenere attivo il business, ma è anche fondamentale per evitare fughe di notizie. Lo smart working comporta l’uso di reti meno sicure, sia quelle che i dipendenti stessi hanno a casa, sia quelle a cui possono accedere nel caso in cui si trovino altrove.

Per proteggere l’accesso ai server aziendali, è fondamentale una connessione VPN privata che colleghi i lavoratori ai file a cui devono accedere. Anche se molte aziende sono diventate consapevoli dell’importanza di proteggere l’accesso e le connessioni ai loro server, c’è ancora bisogno di maggiori conoscenze per prevenire gli attacchi informatici.

Cybersecurity

Le aziende che spendono meno del 3% del loro budget in cybersecurity sono destinate a subire almeno due gravi attacchi in un solo anno. Questa è la conclusione a cui sono giunti gli esperti della società di consulenza Deloitte.

Avere dispositivi e server aggiornati in termini di nuove minacce che emergono periodicamente è essenziale per mantenere la sicurezza dei file aziendali.

Vuoi evitare che la tua azienda sia coinvolta in queste spiacevoli situazioni? Contatta Assitech.Net, i tuoi sistemi non saranno più un problema.

VPN: come si crea e perché serve per lavorare da remoto

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Creare un VPN (Virtual Private Network) significa instaurare una connessione privata tra soggetti dotati di diversi dispositivi mediante una tecnologia di trasporto e un protocollo di trasmissione pubblico e condiviso, quale Internet.

Il principale motivo per cui questa tipologia di rete di telecomunicazione è particolarmente adottata dalle aziende (così come da amministrazioni pubbliche) riguarda il fatto che è più economica rispetto al noleggio di reti private, consentendo in pratica di ampliare la rete centrale aziendale senza limiti e di collegare tra loro, in modo sicuro, più sedi della stessa organizzazione dislocate in aree geograficamente lontane.

In questa logica, VPN sono naturalmente utilizzati anche per permettere ai collaboratori di lavorare in smart working come se fossero in ufficio.

Cos’è una VPN

Creare una VPN vuol dire mettere a disposizione degli utenti un’estensione della rete locale privata aziendale, sfruttando l’instradamento tramite IP per il trasporto nelle varie geografie, con l’obiettivo di creare una rete Lan – Local area network virtuale e privata che, cioè, equivalga a un’infrastruttura di rete fisica dedicata.

In pratica, grazie ad una connessione VPN ci si può collegare da un client come se si fosse cablati.

A cosa serve

Creare una VPN significa poter contare su reti collegate, protette e affidabili; reti accessibili da qualsiasi parte ci si trovi nel mondo per poter fruire di qualunque servizio o applicazione resi disponibili online si abbia bisogno.

Una VPN rappresenta quindi un prerequisito imprescindibile per poter lavorare da remoto, grazie a questa tipologia di network infatti è possibile, accedere a file e cartelle come se si fosse sul proprio posto di lavororecuperare e trasferire dati sempre e ovunque e quindi procedere con la propria attività da casa senza problemi.

È ovviamente anche possibile navigare in modo sicuro (potendo quanto meno contare sulla sicurezza che si avrebbe in azienda) e veloce. La rapidità è infatti garantita (soprattutto quando si è nella propria nazione) dal collegamento a un server locale.

Come crearne una

Nelle grandi aziende la configurazione e gestione delle VPN è prerogativa del firewall, in particolare, gli UTM (Unified Threat Management) firewall offrono la possibilità di gestire questa tecnologia. D’altra parte, le organizzazioni possono utilizzare i servizi VPN messi a disposizione dagli Internet service provider che si occupano delle linee dati.

Per creare una VPN è necessario, prima di tutto, sottoscrivere un abbonamento a un servizio VPN (iscrivendosi a un servizio di DNS – Domain name system dinamico), le aziende corrispondono solitamente un canone mensile che permette l’uso del software necessario per connettersi alla rete VPN stessa (vi sono anche servizi gratuiti ma, naturalmente, le aziende che solitamente fruiscono di queste soluzioni sono obbligate per legge a tutelare la privacy dei dati e quindi valutare attentamente le offerte free).

Si deve quindi procedere all’impostazione di un indirizzo IP statico sulla macchina che ospiterà la VPN.

Una volta scaricato e avviato il software alcuni provider chiedono di scegliere il server cui collegarsi in base al Paese di appartenenza in modo da garantire il servizio migliore.

Lato utente della VPN l’utilizzo è molto semplice, basta connettersi con nome utente e password e accedere ai servizi di cui si ha necessità (impostando, naturalmente, nel menu o nelle preferenze del dispositivo che si sta utilizzando, la possibilità di connettersi a una VPN).

Come funziona una VPN per lavorare da remoto, le principali tecnologie utilizzate

Per consentire di lavorare da remoto e non limitarsi a essere utilizzato fra le mura dell’azienda, un VPN sfrutta, in sintesi, le seguenti tecnologie: tunneling, autenticazione e crittografia, controllo degli accessi.

Alla base del funzionamento di rete virtuale privata vi è infatti la creazione di un tunnel sicuro tra le entità remote che sono state abilitate a creare un VPN.

Il processo di autenticazione è poi necessario per autorizzare l’accesso e la trasmissione, il server utilizzato per il VPN deve infatti garantire il non ripudio rispondendo positivamente alla richiesta di comunicazione.

A questo punto la crittografia assicura protezione e riservatezza delle informazioni, trasformando mediante algoritmi i dati da leggibili a incomprensibili se non mediante una chiave crittografica. Attualmente è possibile optare per diversi tipi di tecniche a questo proposito: algoritmi simmetrici (cioè che utilizzano la stessa chiave sia per cifrare che per rendere di nuovo interpretabili i dati), asimmetrici (per cui sono previste chiavi diverse) e la tecnologia hashing che si basa su una funzione crittografica non reversibile per assicurare riservatezza e integrità delle informazioni.

Tra le più recenti tecnologie che consentono di crittografare i dati vi è quella basata sui reticoli (ovvero che sfrutta costrutti algebrici bidimensionali cosiddetti reticoli) che sono in grado di resistere agli schemi di calcolo quantistici.

Esiste infine la crittografia FHE – Fully Homomorphic Encryption che permette di eseguire calcoli sui file senza decifrarli in modo da rendere più veloce l’operazione di crittografia stessa.

Hai bisogno di assistenza? Assitech.Net può aiutarti: per ulteriori informazioni contattaci via mail a info@assitech.net

Smart Working con la sicurezza di una VPN

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Per realizzare un sistema di Smart Working davvero efficace non bisogna tralasciare la sicurezza garantita da una rete privata VPN: scopri cos’è e come puoi integrarla nei tuoi sistemi.

Con gli ultimi decreti per la gestione dell’emergenza coronavirus è stata introdotta una nuova modalità di accesso allo smart working semplificata e più fluida.

Il lavoro agile, così definito nel decreto, comporta però una serie di soluzioni tecniche da adottare e soprattutto garantire la massima sicurezza alle connessioni e ai servizi.

Lo smart working infatti è un sistema realizzato sfruttando apparecchiature tecnologiche connesse ad internet soggetto a possibili attacchi informatici che comprometterebbero i sistemi aziendali.

Per ovviare a questo problema di sicurezza esistono servizi di VPN (virtual private network) che possono dare, a chi realizza per la prima volta un sistema di smart working per i suoi collaboratori, una protezione per la trasmissione sicura dei dati tra i dispositivi utilizzati esternamente e i server dell’azienda.

Proteggere il proprio sistema di smart working con VPN con crittografia avanzata garantisce un livello di protezione e privacy della connessione indiscutibile e riesce a controllano gli accessi ai servizi aziendali.

Cos’è una VPN?

VPN sta per virtual private network, una rete privata che di solito ha lo scopo di rendere sicura una connessione quando ci si connette a Internet.

Una VPN crea una sorta di collegamento dove tutti i dati si instradano attraverso un server sicuro che li farà arrivare a destinazione. Solitamente una normale connessione passa attraverso il proprio provider di servizi (ISP) in modo trasparente, per ragioni di sicurezza si monitora solo dallo stesso ISP.

Finché si utilizza una rete per effettuare le normali attività su internet, come navigare, chattare o leggere notizie non si ha la necessità di avere più sicurezza, ma in ambito aziendale utilizzare una connessione privata diventa di primaria importanza.

Ad esempio, se un collaboratore si trova fuori sede collegandosi alla VPN aziendale ha la garanzia che i suoi dati viaggiano con alti livelli di privacy e sicurezza.

Ma oltre alla sicurezza utilizzare una VPN ha anche altri vantaggi, come nascondere il proprio IP per connettersi da e verso quei paesi in cui le connessioni sono controllate e a volte bloccate, oppure per dare accesso ad utenti divisi per gruppi o prioritari.

Soprattutto per chi ha intenzione di creare una struttura di Smart Working per i propri collaboratori è consigliato farlo in tutta sicurezza utilizzando una rete privata VPN.

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