Attenzione ai problemi Office 365 e Outlook -18 gennaio

Analizziamo meglio la situazione che sta creando molti disagi in questi minuti in Italia. Qual è lo stato del disservizio?

Ci sono grossi problemi Office 365 ed Outlook oggi 18 gennaio, almeno stando ad alcune segnalazioni che hanno preso piede qui da noi proprio in queste ore. Attorno alle 14, infatti, c’è stata una crescita di lamentele da parte del pubblico che al momento non riesce ad utilizzare in modo corretto questi servizi, che fondamentalmente non creavano grattacapi significativi dalla scorsa estate come forse alcuni nostri lettori ricorderanno.

La conferma dei problemi Office 365 ed Outlook è giunta in questi minuti anche su Servizio Allerta, la cui curva se da un lato ci indica che non siamo ancora al cospetto di un down generalizzato, allo stesso tempo ci fa capire che le problematiche emerse oggi 18 gennaio non sono certo isolate. La storia recente di queste piattaforme ci dice che solitamente malfunzionamenti del genere spesso e volentieri non siano stati risolti a strettissimo giro, ma è chiaro che in questo frangente le cose potrebbero andare diversamente.

Come spesso avviene in circostanze simili, mancano ancora comunicazioni ufficiali in grado di farci capire come stiano realmente le cose sui problemi Office 365 e Outlook che abbiamo registrato in questi minuti, ma l’invito è di restare sintonizzati sulle nostre pagine per ottenere maggiori informazioni in merito. A voi come stanno andando le cose oggi 18 gennaio? Riscontrate problemi Office 365 e Outlook, oppure ritenete che la questione al momento sia isolata? Commentate l’articolo riportandoci la vostra esperienza, in modo da avere un quadro della situazione più chiaro.

Aggiornamento ore 14.49: poco dopo la pubblicazione del nostro articolo sui problemi Office 365 ed Outlook, c’è stata una crescita delle segnalazioni in Italia, a testimonianza del fatto che il malfunzionamento odierno non debba essere in alcun modo sottovalutato dai tecnici. Staremo a vedere come evolveranno le cose nei prossimi minuti.

Abbiamo individuato che i problemi sono riconducibili ad un cambio di DNS e parametri IP sui server di puntamento di Microsoft.

Contattateci allo 02.425905 o a info@assitech.net per avere supporto alla risoluzione della problematica.

Falla di sicurezza sui Processori

La falla che rende vulnerabili i processori
Inizialmente sembrava «solo» un problema dei processori Intel, che comunque sono installati in milioni di computer in tutto il mondo. I ricercatori hanno lanciato l’allarme: un bug nella sicurezza renderebbe Mac e Pc vulnerabili a intrusioni e all’accesso ai dati elaborati del sistema. Ma la questione è ancora più grave. Perché le falle riguardano in realtà tutti i tipi di Cpu. Oltre a Intel anche Amd e Arm. E quindi il discorso si allarga anche a dispositivi mobile, come smartphone e tablet. In pratica tutto ciò che è stato prodotto e messo sul mercato, almeno negli ultimi dieci anni, sarebbe vulnerabile a due tipi di attacchi, chiamati Meltdown e Spectre. E non si salvano nemmeno le piattaforme Cloud così come server di aziende ed enti.

Cos’è Meltdown
La falla è stata scoperta a giugno da Jann Horn, un ricercatore del Google Project Zero e da un gruppo di informatici della Rambus. Si tratta di un bug che permette potenzialmente di accedere a quella parte dei processori riservata all‘elaborazione dei dati utilizzati dai processi e rubarli. Il 3 gennaio la notizia del problema si è diffuso, ma ha coinvolto solo le Cpu Intel — installate su milioni di Pc e Mac — prodotte negli ultimi dieci anni. E sono quelle che vengono colpite da un tipo di virus chiamato Meltdown. Particolarmente problematico per i servizi di cloud come Amazon Web Service o Amazon Azure o Google Cloud Platform. Le società hanno fatto sapere di aver già provveduto a creare una patch per chiudere la falla, ma questa è comunque esistita e rimasta aperta per anni. Rendendo accessibili i dati e le password non sono salvate sui nostri computer privati ma anche nello spazio comprato sul cloud. Per quanto riguarda i Pc e i Mac che abbiamo in casa, la soluzione è quella di utilizzare una patch nel software. Sia Apple sia Microsoft hanno fatto sapere di aver già provveduto a rilasciarle. Ma questa, come abbiamo spiegato qui, riduce le prestazioni del sistema. Rallentamenti che possono andare dal 5% al 30% a seconda dell’operazione.

Cos’è Spectre
Ancora più grave è la questione riguardante la falla Spectre, resa pubblica oggi, che rende vulnerabile in pratica qualsiasi tipo di processore. Non solo quelli di Intel quindi, ma anche degli altri due più importanti produttori mondiali: Amd e Arm. E di conseguenza, mette a rischio ogni computer, smartphone, tablet esistente. Oltre che di portata vastissima, per Spectre non c’è soluzione. Meno semplice da utilizzare di Meltdown, rende però necessaria la riprogettazione delle Cpu. Si tratta di un virus che sfrutta un difetto nella produzione, e che quindi è presente sin dal 1995.

Cosa fare
L’unica cosa da fare, per i consumatori finali, è provvedere all’installazione delle patch fornite dalle società produttrici. Così da evitare almeno le intrusioni tramite la falla Meltdown. Per coloro che usano Windows 10, è necessario installare l’ultimo aggiornamento che dovrebbe risolvere il problema. Mentre i precedenti Windows 7 e 8 non hanno difese. Anche Linux ha rilasciato una patch, che però rallenta il sistema di circa il 30 per cento. Apple ha parzialmente eliminato il bug con macOS 10.13.2, ma dovrebbe rilasciare presto un nuovo aggiornamento. Per il momento comunque, non c’è nessuna prova che un hacker abbia approfittato del difetto dei processori.

Bonus digitalizzazione Pmi 2018: cos’è e come richiederlo

Bonus digitalizzazione PMI 2018: è stato pubblicato il 24 ottobre 2017 il decreto direttoriale del MISE con le regole per accedere al contributo erogato in forma di voucher per l’acquisto di software e hardware o servizi specialistici.

Si potrà presentare domanda e beneficiare del voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese, di importo massimo pari a 10.000 euro, a partire dal 30 gennaio 2018 e fino al 9 febbraio.

La procedura per prenotare il bonus di 10.000 euro per la digitalizzazione delle PMI potrà essere eseguita già a partire dal 15 gennaio 2018, data a partire dalla quale il MISE aprirà alla compilazione della domanda di accesso all’incentivo.

Le micro, piccole e medie imprese potranno richiedere il voucher per la digitalizzazione di importo massimo pari a 10.000 euro per l’acquisto, ad esempio, di pc, per i servizi di consulenza volti alla creazione di un sito web o per aprire un e-commerce.

Si tratta di un contributo erogato al fine di rendere le imprese italiane sempre più competitive sul mercato internazionale e con la pubblicazione del decreto MISE viene finalmente chiarita alle imprese qual è la procedura per presentare domanda e le regole e requisiti per richiedere il bonus.

Vediamo di seguito come presentare domanda, cos’è e come funziona il voucher per la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese e quali sono le regole per beneficiare del bonus di 10.000 euro per l’acquisto di software, hardware e servizi specialistici.

Bonus digitalizzazione Pmi 2018: cos’è e come richiederlo

Secondo quanto previsto dal decreto direttoriale dello Sviluppo Economico, il bonus per la digitalizzazione delle PMI 2018 consente alle micro, piccole e medie imprese di beneficiare di un voucher, ovvero un contributo economico, per l’adozione di interventi volti alla digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Il voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese consente di beneficiare di un contributo di importo massimo pari a 10.000 euro da utilizzare a copertura di un massimo del 50% del totale delle spese sostenute.

Le imprese potranno utilizzare il contributo, dopo aver presentato domanda di prenotazione del bonus, per acquistare software, hardware o servizi specialistiche che consentano di:

migliorare l’efficienza aziendale;
modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
sviluppare soluzioni di e-commerce;
fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.
In linea di massima, il contributo potrà esser speso ad esempio per l’acquisto di computer o per servizi di consulenza per la costruzioni di siti aziendali.

Come contenuto nel decreto del MISE che illustra regole e requisiti per beneficiare del voucher per la digitalizzazione, le micro, piccole e medie imprese potranno beneficiare del bonus esclusivamente per acquisti effettuati successivamente alla data di prenotazione del voucher, cioè dopo aver presentato domanda a partire dal 30 gennaio 2018.

Bonus digitalizzazione PMI: ecco come presentare domanda

Per poter presentare domanda di prenotazione del bonus e beneficiare dei voucher per la digitalizzazione 2018, le imprese dovranno compilare il modulo messo a disposizione sul sito del MISE e di seguito allegato.

Secondo quanto previsto dal decreto direttoriale del 24 ottobre 2017 pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, le domande di accesso al bonus digitalizzazione 2018 potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda.

Cosa serve per fare domanda di voucher o bonus digitalizzazione 2018?

Per l’accesso è richiesto:

il possesso della Carta nazionale dei servizi;
una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.
Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata.

Nel caso in cui l’importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all’ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Come ottenere l’assegnazione definitiva

Ai fini dell’assegnazione definitiva e dell’erogazione del Voucher, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione deve presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese e sempre tramite l’apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione, allegando, tra l’altro, i titoli di spesa.

Nel modulo di domanda di seguito allegato sono elencati inoltre quali sono i casi di esclusione dalla possibilità di beneficiare del bonus digitalizzazione PMI 2018, tra cui il non aver fruito di altre agevolazioni con lo stesso fine ed essere in regola con i versamenti dei contributi assicurativi e previdenziali.

Ecco il modulo di domanda da trasmettere al MISE per richiedere il voucher digitalizzazione PMI 2018:

https://www.informazionefiscale.it/IMG/pdf/domanda_bonus_digitalizzazione_imprese_2018.pdf

Scarica il modulo di domanda da compilare e allegare sul sito del MISE al fine di beneficiare del bonus per la digitalizzazione 2018
Per tutto il resto della modulistica si rimanda all’apposita scheda informativa predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico.