12 May 2026
in

Voucher Cloud & Cybersecurity 2026: la guida completa per le PMI

voucher digitalizzazione 2026

Perché il modello di sicurezza perimetrale non regge più

Il voucher Cloud & Cybersecurity è il nuovo strumento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che mette a disposizione 150 milioni di euro a fondo perduto per supportare PMI e lavoratori autonomi negli investimenti in cloud computing e sicurezza informatica. 

Con il bando digitalizzazione 2026, le imprese possono ottenere un contributo fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 20.000 euro per beneficiario. Orbyta Tech è già iscritta all’elenco ufficiale dei fornitori abilitati dal MIMIT, il che significa che le aziende che scelgono Assitech come partner tecnologico potranno accedere al voucher digitalizzazione 2026 con un percorso già tracciato.

Cos'è il Voucher Cloud & Cybersecurity e perché nasce

Il voucher Cloud & Cybersecurity è disciplinato dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025 e ha l’obiettivo di favorire la transizione digitale delle piccole e medie imprese italiane attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche nuove o più avanzate rispetto a quelle già in uso. La misura non finanzia il semplice rinnovo di servizi già attivi, ma richiede un effettivo salto di qualità tecnologica, ovvero l’introduzione di strumenti che migliorino concretamente la sicurezza, l’efficienza operativa o la capacità di elaborazione dei dati aziendali.

Il contesto in cui nasce la misura è quello di un tessuto produttivo, quello delle PMI italiane, che sconta ancora un ritardo strutturale nell’adozione di infrastrutture digitali moderne. 

Secondo i dati ISTAT, una quota significativa delle piccole imprese italiane opera ancora con sistemi legacy poco integrati e vulnerabili dal punto di vista della sicurezza informatica. Il voucher interviene proprio su questo punto, abbassando la barriera economica all’ingresso per chi vuole modernizzare la propria infrastruttura IT senza sostenere l’intero costo dell’investimento.

Chi può beneficiare del voucher

Possono accedere al contributo le PMI e i lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale, regolarmente iscritti al Registro delle Imprese, attivi e in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi. Un requisito tecnico da non sottovalutare riguarda la connettività: al momento della presentazione della domanda, l’impresa deve disporre di un contratto per la fornitura di servizi internet con una velocità minima di 30 Mbps in download. Questo requisito riflette la natura stessa della misura, che finanzia servizi cloud e di sicurezza il cui utilizzo efficace presuppone una connessione adeguata.

Sono invece escluse le imprese in stato di liquidazione o soggette a procedure concorsuali, nonché quelle che abbiano già beneficiato di contributi analoghi per le stesse tipologie di intervento nell’ambito di precedenti edizioni del bando.

Cosa finanzia il voucher digitalizzazione 2026

Il piano di spesa ammissibile deve riguardare l’acquisizione di uno o più servizi o prodotti riconducibili alle categorie previste dal decreto. La spesa minima complessiva per accedere al contributo è di 4.000 euro, mentre il contributo massimo erogabile è di 20.000 euro per beneficiario, calcolato nella misura del 50% delle spese ammissibili. Per i servizi professionali, ovvero configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, la percentuale scende al 30% del piano di spesa complessivo.

Soluzioni di cybersecurity

Rientrano tra le spese ammissibili le soluzioni hardware per la sicurezza informatica, tra cui firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch, e dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS). 

Sul fronte software, sono finanziabili antivirus e antimalware, sistemi di monitoraggio delle reti, soluzioni di crittografia dei dati, sistemi SIEM per la gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza, e software di gestione delle vulnerabilità. 

Si tratta di strumenti che consentono alle PMI di affrontare in modo strutturato i rischi informatici, che negli ultimi anni sono aumentati sia in frequenza che in sofisticazione, con conseguenze economiche dirette per le imprese colpite.

Servizi cloud

Per quanto riguarda il cloud computing, il voucher copre servizi infrastrutturali IaaS e di piattaforma PaaS, tra cui virtual machine, storage e backup, database, connettività VPN e protezione DDoS. 

Sono inoltre finanziabili i servizi Cloud SaaS, ovvero software in abbonamento erogati via internet, che includono gestionali ERP, sistemi CRM per la gestione delle relazioni con i clienti, piattaforme HRM per le risorse umane, strumenti di produttività e collaborazione aziendale, soluzioni di e-commerce e CMS. 

Questa varietà di categorie rende il voucher applicabile a esigenze molto diverse tra loro, dalla piccola impresa manifatturiera che vuole digitalizzare i processi interni, all’azienda di servizi che intende rafforzare la propria infrastruttura di sicurezza.

Servizi professionali

I servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo sono ammissibili nella misura massima del 30% del piano di spesa complessivo e devono essere direttamente connessi ad almeno uno degli altri servizi finanziati. Questo significa che non è possibile richiedere il voucher per soli servizi di consulenza, ma che questi possono accompagnare e valorizzare un investimento tecnologico più ampio, aumentando le probabilità che le soluzioni adottate vengano effettivamente integrate nei processi aziendali.

Come funziona l'accesso al bando digitalizzazione 2026

Un elemento distintivo di questa misura rispetto ad altri incentivi è che i prodotti e servizi finanziabili devono essere acquistati esclusivamente da fornitori iscritti nell’elenco ufficiale istituito e gestito dal MIMIT. L’iscrizione non è automatica: i fornitori devono presentare apposita istanza al Ministero e attestare il possesso di specifici requisiti tecnici, tra cui le certificazioni ISO 27001, 27017 e 27018 per i servizi cloud e di cybersecurity. Questa condizione garantisce che le risorse pubbliche vengano destinate a soluzioni di qualità certificata e non a prodotti generici privi di standard di sicurezza adeguati.

Orbyta Tech è già iscritta all’elenco ufficiale dei fornitori abilitati, il che significa che le PMI che scelgono Assitech come partner possono avviare da subito la pianificazione del proprio piano di spesa, in attesa dell’apertura dello sportello agevolativo.

Tempistiche e stato del bando

Al momento, il MIMIT ha completato la fase di definizione normativa e ha aperto la procedura di accreditamento per i fornitori, con scadenza prorogata al 27 maggio 2026. Le modalità e i termini per la presentazione delle domande da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi saranno definiti con un successivo provvedimento direttoriale, in esito alla formazione dell’elenco completo dei fornitori abilitati. Questo significa che il bando non è ancora operativo per le imprese, ma la fase preparatoria è già avviata e i tempi di apertura dello sportello si stanno avvicinando.

Perché pianificare adesso conviene

Le risorse stanziate sono limitate e la procedura di accesso sarà gestita con modalità a sportello, il che rende vantaggioso farsi trovare pronti al momento dell’apertura. 

Pianificare in anticipo significa avere già identificato le soluzioni tecnologiche più adatte alla propria azienda, verificato i requisiti di accesso e scelto un fornitore abilitato con cui definire il piano di spesa. Tutto questo richiede tempo, e chi inizia a lavorarci oggi avrà un vantaggio concreto rispetto a chi aspetterà l’annuncio ufficiale.

Assitech affianca le PMI in ogni fase di questo percorso: dalla valutazione delle esigenze tecnologiche alla definizione del piano di spesa ammissibile, fino al supporto nella compilazione della domanda grazie al team Tax&Legal di Orbyta. Un unico interlocutore per la parte tecnologica e quella amministrativa.

Articoli correlati